Ethel aveva indosso un enorme pince-nez attaccato a una catena avvolta intorno al suo corno. La prima cosa che aveva detto ad Alicia era stata: “Dimmi, mia cara, hai mai lasciato che un principe provasse a infilarti una scarpetta di cristallo?”
“Beh,” aveva detto Alicia. “Beh, no.”
“Sono felice di sentirtelo dire. Sono tutti feticisti dei piedi, sai. I principi.”
Messa a confronto con unicorni perfezionisti come accompagnatori e una dozzina di perfette principesse, Alicia avrebbe dovuto darsi per vinta e sarebbe dovuta andare a casa in quel momento. Sarebbe stato molto meglio di quel momento, mentre aspettava dal lato freddo della scrivania della Duchessa di Dowager di ascoltare in che modo aveva deluso le aspettative dell’accademia delle principesse e non sarebbe mai stata adatta a diventare una regina…

Per continuare a leggere, cliccate qui! (purtroppo però dovrete farlo in inglese, perché non ho il permesso di tradurre la novella. Tra qualche tempo chiederò a Sarah e se dirà di sì la tradurrò e la troverete qui!)

*  *  *

Ethel wore an extremely large pince-nez kept attached by a chain wrapped round her horn. The first thing she ever said to Alicia was: “Tell me, my dear, have you ever let a prince try to fit his glass slipper on you?”
“Well,” Alicia said. “Well, no.”
“Glad to hear it. They’re all foot fetishists, you know. To a prince.”
Faced with compulsory unicorn chaperones and a dozen perfect princesses, Alicia should have just given up and gone home then. It would have been better than this, waiting on the cold side of the Dowager Duchess Whyte’s desk to hear she had failed out of the Princess Academy and would never be qualified to be a queen…

Read more here

Be Sociable, Share!

    Leave a Reply

    Your email address will not be published. Required fields are marked *

    I am human *