Pubblicata originariamente su The Roadmap Of Your Soul

Contrariamente a quanto faccio di solito scrivo questa recensione in italiano e poi la tradurrò in inglese, un po’ perché avendo finito mezz’ora fa il turno in ospedale ho un po’ (tanto) sonno, un po’ perché non riuscirei a formulare un pensiero coerente in inglese riguardo a Untold neanche sforzandomi.

Partiamo con la trama:

Liberi dai legami, ma non l’uno dall’altro.

È arrivato il momento di scegliere da che parte schierarsi… In apparenza, Sorry-in-the-Vale è una dormiente cittadina inglese. Ma Kami Glass conosce la verità. Sorry-in-the-Vale è piena di magia. In passato, la famiglia Lynburn governava con la paura, terrorizzando la popolazione in modo da sottometterla per poter uccidere per il sangue e il potere. Ora i Lynburn sono tornati, e Rob Lynburn si sta circondando di stregoni in modo che la città possa tornare alle origini.

Ma Rob e i suoi seguaci non sono gli unici stregoni in città. E va presa una decisione: pagare il sacrificio di sangue, o combattere. Per Kami questo significa più che scegliere tra il bene e il male. Ora che il suo legame con Jared Lynburn è stato reciso, è libera di scegliere di amare chiunque voglia. Ma chi dovrebbe essere? (Fonte: Goodreads)

(La traduzione è mia per The Lynburn Legacy Italia, si prega di non copiare o di citare la fonte)

Se avete letto Unspoken – e se mi conoscete personalmente ho fatto in modo che fosse così, torturandovi fino al momento in cui non avete ceduto alle mie pressioni e l’avete letto – conoscete il finale emotivamente distruttivo a cui ci ha sottoposto Sarah. Beh, Untold prende le mosse da circa due settimane dopo il finale di Unspoken, con Kami che cerca di ritrovare una sua identità, ora che Jared non è più con lei, e Jared che cerca di rispettare quello che crede sia il volere di Kami.

Faccio subito una prima digressione, da amante della letteratura di ogni genere e tempo. Sarah Rees Brennan con Untold sembra prendere a modello le commedie degli equivoci di stampo plautino (a sua volta emule dei grandi commediografi greci), probabilmente attraverso un passaggio tramite Shakespeare che di commedie plautine era un grande appassionato o comunque conoscitore. La vis comica del romanzo è infatti concentrata negli equivoci, nelle incomprensioni, nelle interpretazioni sbagliate di atteggiamenti. Ma sono le stesse caratteristiche a creare dei momenti di alta tensione emotiva durante la lettura.

Tornando al nostro romanzo–e da adesso in poi cercherò di evitare le digressioni letterarie, che di sicuro non interessano a nessuno–probabilmente se sono stata io a farvi leggere Unspoken saprete che sono una grande Jami (JaredXKami) shipper. Sono stata soddisfatta? Non ve lo dirò neanche sotto tortura, credo che il bello di questo romanzo sia vivere la storia di questi due magnifici personaggi, che si intreccia con quella di Ash, Holly, Angela e Rusty (ora conosco il suo vero nome! ♥), dando origine a una spettacolare storia di mistero e magia.

Ecco, sì, a farla da padrona in questo secondo libro della serie The Lynburn Legacy è probabilmente la magia. Senza probabilmente. Lo è. In Untold tutto si concentra intorno agli stregoni e alla magia. Il problema più grande è la lotta tra stregoni buoni e stregoni malvagi–ma esiste davvero questa differenza? O i poteri magici rendono tutti gli stregoni avidi e assetati di potere?–che coinvolge tutti i cittadini di Sorry-in-the-Vale. Anche quelli ignari.

Kami Glass ha una missione in questo romanzo: sensibilizzare quanti più cittadini possibile alla presenza della magia a Sorry-in-the-Vale e farli schierare contro lo stregone che vuole sottometterli al suo volere, riportando in vigore le vecchie leggi. Quelle leggi che volevano i Lynburn comandare su tutto e su tutti. Per scoprire se ce la farà dovete assolutamente leggere il libro. Ovviamente, mentre porta avanti questa sua missione deve fare i conti con i suoi sentimenti, che contrasta(n)ti o meno la porteranno verso uno dei tre protagonisti maschili che abbiamo conosciuto in Unspoken: Jared Lynburn, lo scontroso e lunatico nipote della padrona del maniero sulla collina; Ash Lynburn, cugino del suddetto, figlio ed erede della padrona del castello; e Rusty Montgomery, fratello di Angela, la migliore amica di Kami, pigro e di bell’aspetto, pronto a schierarsi al fianco della sorella e della sua migliore amica in ogni occasione. Anche Angela Montgomery e Holly Prescott devono fare i conti con i loro sentimenti e con le rivelazioni di cui abbiamo potuto leggere alla fine di Unspoken (anche qui, per sapere di che rivelazioni sto parlando e come va a finire, leggete il libro). Per di più tutti i personaggi devono fare i conti con le loro famiglie. Kami deve affrontare la tempesta che l’esistenza della magia scatena in casa sua; Jared ha un bagaglio non indifferente di maltrattamenti e bugie sulle spalle; Ash si sente trascurato e sottovalutato dalla madre per la presenza del cugino, di fronte al quale ha un complesso di inferiorità; Holly è posta di fronte a una scelta: la famiglia o gli amici e i valori in cui crede? Angela e Rusty sono gli unici a non dover affrontare tematiche familiari semplicemente perché la loro famiglia è totalmente inesistente.

Senza indugiare ulteriormente sulla trama, perché finirei per spoilerare sicuramente qualcosa (e davvero non voglio farlo, perché è un romanzo perfetto da scoprire pagina per pagina), passo a raccontarvi perché mi è piaciuto così tanto–spero si fosse capito che mi è piaciuto. Dire che mi è piaciuto tutto sarebbe un po’ riduttivo, quindi cercherò di focalizzare i punti focali del mio sempiterno amore per Sarah Rees Brennan e questo romanzo.

Iniziamo con il dire che Untold non soffre affatto dei complessi del secondo romanzo. Solitamente in una trilogia i romanzi forti sono il primo e il terzo, rendendo il secondo un po’ fiacco se messo a paragone. A mio parere Untold non ha questo problema. Riesce ad essere il seguito di Unspoken concentrandosi su tematiche leggermente diverse e riuscendo ad uscire alla pari–se non vincitore–dal confronto.
Laddove Unspoken si concentra sulla scoperta di una nuova realtà (l’amico immaginario che è una persona reale, la scoperta della magia), Untold si concentra sulla scoperta dell’altro, sulla creazione di nuove relazioni, sullo sviluppo della comunicazione tra due persone e sulla reazione alla nuova realtà (dire di più lo considero spoiler). Quindi un punto a suo favore è proprio quello di non essere una mera ‘ripetizione’ di roba già vista.

Il secondo motivo per cui amo tanto questo romanzo è lo stile di Sarah Rees Brennan, che fa sì che la lettura non sia mai scontata, tiene il lettore con il fiato sospeso e crea un’altalena di emozioni che non ti permette di mollare il libro neanche per una pausa di cinque minuti (ci provi, per riprendere il fiato, ma non ci riesci).

Il terzo motivo per cui amo Untold, come tutti i romanzi di Sarah, è costituito dai continui riferimenti alla cultura inglese. Riconosco di avere un bias completo dovuto al mio amore per la cultura inglese, quindi questo motivo per amare il romanzo potete tranquillamente ignorarlo.

Il quarto motivo per cui amo il libro è la crescita dei personaggi e la capacità dell’autrice di farmi cambiare idea su molti di loro. Tanto da piangere per qualcuno per cui non mi sarei mai aspettata di poterlo fare. Non vi dirò assolutamente per chi ho pianto, né su chi ho cambiato idea, perché potrei a) influenzarvi, b) spoilerarvi. E non voglio farlo. Posso dirvi che odio Rob Lynburn con tutte le mie forze, questo sì. Ma mi pare anche il minimo, visto che è il boss di fine gioco (riferimenti a una cultura nerd che speravo di aver eliminato dalla mia vita e invece no). Comunque sono convinta che prima della fine dell’ultimo della serie The Lynburn Legacy (che dovrebbe chiamarsi Unbroken, se non ricordo male) Sarah mi farà cambiare idea anche su di lui.

Il quinto motivo–probabilmente l’ultimo, anche perché se non mi limito continuo all’infinito–per cui amo Untold è Jared Lynburn. Permettetemi di essere di parte almeno per un secondo. Jared è un personaggio davvero fantastico, sexy da morire, con una personalità complessa piena di sfaccettature. Scontroso senza nasconderlo–e senza alcuna idea del modo in cui nasconderlo–da quando ha iniziato ad aprire bocca perché obbligato a esternare i suoi pensieri ti fa capire che prima non li esternava perché sapeva di essere potenzialmente un’arma di distruzione di massa del genere femminile. Leggere per credere.

Immagino di aver detto tutto tranne i difetti che ho trovato in Untold. Che al momento mi è difficile riconoscere. Forse tra qualche mese ci ritorno. O forse no. L’ho amato, devo per forza trovargli dei difetti?

Cinque stelle.

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